Tanto per cambiare la settimana è già quasi finita (perlomeno quella lavorativa lo è!), ed io non sono ancora riuscita a scrive niente su Amsterdam; settimana delirante e difficile questa, eh sì!
Comunque, eccomi qui ora!
Sono tornata, e lo dico con un pizzico di rimpianto perché viaggiare - si sa - è una delle cose che in assoluto preferisco.
Cosa raccontarvi di Amsterdam?
Quattro giorni non sono assolutamente sufficienti per conoscere o quantomeno cercare capire una città, ma posso dirvi che Amsterdam mi ha conquistata poco a poco.
Di primo acchito la città mi è parsa un po’ sporca, in particolare mi ha un po’ deluso il Palazzo Reale: la sua facciata avrebbe bisogno di una bella ripulita!
Passi che i reali risiedano a Den Haag (meglio conosciuta come L’Aia da noi comuni mortali!) ma un tale monumento in una piazza così famosa dovrebbe essere, secondo me, mantenuto in condizioni sicuramente migliori di quelle attuali.
Un altro elemento “negativo” (a livello visivo) è che la città è un cantiere aperto a causa dei lavori di costruzione di un tratto di metropolitana, cosa alquanto difficoltosa in una città simile per via dell’acqua che si trova ovunque.
Queste sono le uniche due note stonate riguardo alla città, tutto il resto è piacevolissimo, ve lo assicuro!
Ho apprezzato moltissimo le passeggiate (14 ore al giorno si possono definire passeggiate, secondo voi???!) per le vie della città, gli interminabili giri in battello lungo i bellissimi Prinsengracht, Keizersgracht e Herengracht, i suoi moderni tram, le sue particolarissime houseboats, i suoi tantissimi ponti e le facciate strette strette e pendenti dei suoi meravigliosi palazzi che si sostengono miracolosamente l’uno con l’altro.
E poi tantissime bici ovunque.
Orde di ciclisti che sfrecciano veloci a bordo delle loro bici altissime e senza freni, o meglio di quelle che per frenare devi pedalare al contrario; chilometri di piste ciclabili con tanto di semafori per le bici, ciclisti che su quelle piste si sentono talmente forti e sicuri che scampanellano indistintamente a quelle macchine o a quei pedoni che osano ostruire le loro piste ciclabili. E poi i manubri delle bici addobbati a festa, con rami d’edera o fiori finti per dare quel tocco in più alla bici o semplicemente per distinguerla più facilmente in mezzo a tante altre…
L’atmosfera che ho respirato ad Amsterdam era quella di festa ed allo stesso tempo di tranquillità: gente ovunque e a tutte le ore, artisti di strada che intrattenevano i turisti nelle piazze principali, le luminarie natalizie già pronte a dare il meglio di sé, la pista di pattinaggio sul ghiaccio e le frittelle calde con lo zucchero a Leidseplein.
Le zuppe di piselli e salsiccia all’ Haesje Claes, gli ottimi noodles alla catena Wok to walk, i fiumi di birra e ogni “ben di dio” nei suoi bellissimi ed affollatissimi locali fumosi.
E poi il museo Van Gogh, l’Hermitage, l’orto botanico, il Joods Historisch Museum nel vecchio quartiere ebreo, la casa-museo Willet-Holthuysen (da noi ribattezzata “la casa della signora Guglielmina” per non so quale buffo motivo
), le sue famose chiese “De Nieuwe Kerk” e “De Oude Kerk”. Lo stupore, uscendo da quest’ultima chiesa (che è, tra l’altro, il monumento più antico di Amsterdam e risale al 1250 circa) di ritrovarci proprio di fronte al famoso Quartiere a luci rosse.
Perché Amsterdam è conosciuta anche per questo: per le ragazze in vetrina illuminate dai neon rossi e per i coffeeshops disseminati in ogni angolo della città. Ma Amsterdam è soprattutto tantissime altre cose!
Il bellissimo mercato dei fiori galleggiante, l’interminabile Kalverstraat e i suoi numerosissimi negozi (da cui – udite udite! – sono stata alla larga!), il rammarico di aver girato come delle trottole cercando il Begijnhof (il nome è quasi impronunciabile, ve lo assicuro!) e di non averlo trovato in tempo per poterlo visitare dopo aver chiesto a tutti i passanti che pazientemente ci spiegavano la strada aggiungendo sempre un “uhm, è un po’ difficile da trovare ma è molto bello…”
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Amsterdam è la cordialità della gente, fosse anche "solo" del conducente del tram che, alla duecentocinquantesima richiesta di informazioni risponde educatamente e col sorriso, ai camerieri nei locali che non sbuffano se gli chiedi cosa sia questa o quell'altra portata perchè hai dimenticato il mini dizionario d'inglese e non ricordi quale sia l'ingrediente principale della leek soup
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Inaspettatamente Amsterdam è una città tranquilla in cui mi è parso di poter camminare serenamente per strada, la sera, senza incontrare "facce strane" e, sempre inaspettatamente, non ho visto clochard dormire per strada o gente che chiedeva l'elemosina. Amsterdam è la città dei bei poliziotti in bicicletta!
E ancora … Amsterdam è lo stupendo diamante da 85mila euro di cui mi sono innamorata nella sala blindata della Coster Diamonds, i suoi caratteristici mulini, i tipici "klompen" e chissà quanto altro ancora...
Amsterdam è una città in cui voglio tornare e voglio assolutamente visitare meglio, magari in primavera e col sole: secondo me merita davvero!
Piuttosto triste andarla a visitare solo per stordirsi nei coffeeshop e vedere le ragazze in vetrina, non pensate? 
Presto posterò anche qualche foto. 